Bad Boys II
- Giacomo Fantini

- 11 feb
- Tempo di lettura: 4 min
2003 - Azione/Commedia - 2h 26m
Regia: Michael Bay
Cast: Martin Lawrence, Will Smith, Jordi Mollà, Gabrielle Union, Peter Stormare, Theresa Randle, Joe Pantoliano, Michael Shannon, Jon Seda, Yul Vázquez, Jason Manuel Olazabal, Otto Sanchez, Henry Rollins

TRAMA:
Otto anni dopo l'uccisione di Fouchet e la sua banda, i detective della narcotici Mike Lawrey e Marcus Burnett sono sulle tracce di un grosso carico di ecstasy che viene distribuito al boss della droga cubano Johnny Tapia. Le cose cominciano a diventare difficili quando la sorella di Marcus, agente della DEA in incognito decide di prendere parte alla missione.
RECENSIONE:
Sono passati esattamente otto anni dal buon successo del primo capitolo con i due agenti ora diventati detective che nonostante qualche anno in più sono sempre rimasti i soliti poliziotti pazzi scatenati e molte delle volte combina guai. Ora i due protagonisti sono molto più consapevoli delle loro capacità di protettori della città di Miami, come gli stessi interpreti con Will Smith che dopo aversi lasciato alle spalle la serie sul principe di Bel-Air è diventato un attore affermato con già una candidatura agli Oscar, mentre Martin Lawrence è il solito Martin, comico e bizzarro con quella esperienza in più magari diversa dal collega ma sempre presente. Se da un lato Mike è il solito fighetto di bel aspetto e sciupafemmine, Marcus questa volta lo troviamo a cercare di calmare la rabbia dopo gli eventi del primo film, tanto da non sopportare più tanto la pazzia del collega nel affrontare il caso, ma non possono stare l'uno lontano dall'altro.

Questa volta il nemico è molto piu pericoloso di Fouchet, questo è un boss della droga ed è molto più incazzoso del precedente. Inanzitutto è un sadico, nel senso che nasconde le sue operazioni di raccolta della droga attraverso la sua azienda di pompe funebri, nascondendo l'ecstasy nei cadaveri che arrivano nella sua azienda, ma oltre a questo è un pazzoide anche troppo, non ha paura di niente e crede di essere anche lui inaferrabile. I nostri agenti per catturarlo dovranno spingersi fino al confine con Cuba non senza problemi, uno così non lo prendi facilmente, e che dire del suo interprete, lo spagnolo Jordi Mollà, con qualche apparizione anche in pellicole italiane, è stato bravo a non portare il solito "padrino" diciamo ma sembra di più un pagliaccio fissato con le manie di grandezza e si vede dalla casa che si sta facendo costruire a Cuba, dimenticavo fa a letteralmente a pezzi i suoi avversari nella sua casa all'insaputa della madre, la tipica madre che non sa neanche che il figlio spacci droga per vivere, oltre a essere anche un razzista e anche un po' maschilista, ma non ha mai avuto a che fare con i migliori detective della polizia di Miami.

Ma questa volta i due protagonisti dovranno anche badare alla sorella di Marcus, Syd, amante di Mike (non si fa scappare niente l'uomo), che da agente della DEA infiltrata cerca di catturare il famoso boss della droga. La ragazza che una giovane ma non senza esperienza Gabrielle Union non stenta davanti alla coppia Lawrence-Smith, è capace di portare un personaggio che anche davanti al nemico non crolla ed è protagonista di una scena ben orchestrata di un inseguimento in macchina in vero stile Bad Boys dove rischia veramente la vita. Quando suo fratello scopre che la sorella è in mezzo a un guaio tra i boss russi e gli sgherri di Tapia non ne sarà molto contento, soprattutto quando la donna si porterà troppo oltre nella sua missione arrivando a flertlare con Tapia per essere scoperta e presa in ostaggio dallo stesso spacciatore, portando i due detective ad arrivare fino a Cuba.

Anche per Michael Bay sono passati otto anni di cui ha potuto fare esperienza e dirigere altri film di grandi risultati ma pur sempre criticato. Si vede che il regista che esordiva sul grande schermo con il capitolo precedente è andato avanti e ha diretto una pellicola molto più evoluta con molti più effetti speciali, tipico dei suoi film e ha voluto portare anche un pezzo di razzismo verso la gente di colore già che alcuni sgherri di Tapia fanno parte del Ku Klux Klan, le organizzazioni segrete terroristiche che in tempi recenti hanno discriminato la popolazione nera come fossero il diavolo ma che i nostri detective vogliono fermare subito. Le scene sono più al cardio palma come la scena finale della cattura di Tapia nella sua villa a Cuba realizzata come fosse un film alla Mission Impossible. Molto più commedia con Marcus che molte delle volte rimane vittima delle cazzate del suo collega e molto più comico di Mike, come se lui fosse tra i due quello più buffo e cacasotto, cosa che fa ridere come i due detective si punzecchiano tra loro.

Darei anche per il futuro della saga un ruolo più di rilievo per la moglie di Marcus che mi sembra una donna molto cazzuta rispetto al marito, senza contare che il regista di New York ha cancellato completamente il personaggio di Julie Mott come se fosse scomparsa o altro sostituendola con Syd Burnett che a differenza della collega è stata più un personaggio di carattere, un buon seguito per la saga con il regista che si meritato di aver dato origine alla saga per i prossimi anni.

Anche per questa recensione è tutto ci vediamo alla prossima recensione sempre su Recensioni Film I Il cinema è arte.
di Giacomo Fantini Voto: 3,2 di 5
11 Febbraio 2026


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